Tecnologia, farmaceutica tirano il mercato

 

Tecnologia, farmaceutica, lusso ed utilità: le proiezioni di borsa per l’anno 2014 appena iniziato mostrano ancora qualche tentennamento, con opinioni che, solo parzialmente in accordo, trovano un unico, grande, punto il comune: l’Europa. Con un 2013 che ha assistito alla forte crescita del comparto azionario statunitense, anche il Vecchio Continente ha iniziato a dare buoni segnali di rafforzamento che potrebbero trasformarsi in ripresa nel corso del 2014. La tendenza, in generale, sarà quella di pensare ad un nuovo anno che, partendo da dove si è interrotto (col boom dei principali indici americani), proseguirà nell’attestarsi in quei comparti ad alta tendenza, che vedono in prima linea il settore della tecnologia e della farmaceutica.
‘Meno emergenti e più occidente’ sembrano urlare a gran voce tutte le case di investimento, le quali, oltre a scorgere una tendenziale ripresa dell’economia in generale,  pongono l’attenzione su un condizione finanziaria caratterizzata da bassissimi tassi di interessi sui titoli statali, che spingeranno naturalmente la piazza ad indirizzarsi verso attività memo difensive. Tra queste ultime, spicca il settore delle utilities che, e in vista di un rallentamento dei consumi di elettricità ed energia non rinnovabile (con una sempre maggiore sensibilizzazione alle fonti pulite), e in concomitanza di una rinnovata fiducia al ‘vero’ investimento sul mercato.

Finanziari, consumi e non solo

Unanimità di pensiero si manifesta anche in proposito alle attività finanziarie, che incontrano l’approvazione degli analisti e che, a detta di questi ultimi, dovrebbero dunque raccogliere anche l’approvazione degli investitori. Una ripresa economica che, se effettiva, spingerò di rimando settore industriale il quale potrà far leva su un minor costo delle materie prime dovuto al calo del 2013. Seguono ad esso, beni di consumo e settore del lusso, che ha vantato una performance 2013 da record. Infine, tendenzialmente rialzista, ma con pareri contrastanti, è valutata la posizione in titoli ciclici, i quali potrebbero approfittare di una tendenza positiva di mercato per accrescere i propri profitti, ma che, dal canto opposto, non assicurano ancora che il ‘ciclo’ sia pronto a ripartire.

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